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Giovedì 3 aprile 2025
Il genere Zizyphus Miller appartiene alla famiglia delle Rhamnaceae, ordine Rasacee. In questa famiglia ritroviamo anche la Frangula (Frangula alnus) e il Ramno (Rhamnus catartica).
Queste sono piante in genere legnose e spesso spinose caratterizzate da foglie che possono essere semplici, intere, alterne con la presenza di stipole le quali possono modificarsi in spine.
I fiori sono ermafroditi (raramente unisessuali), li troviamo riuniti in racemi o in brevi cime ascellari formati da 4-5 petali e da stami distinti.
Per quanto riguarda il frutto, questo è una drupa che presenta un seme di forma allungata che raramente può essere ricurvo.
Il Giuggiolo (Zizyphus vulgaris L. ) è una pianta conosciuta dall'uomo fin dai tempi; già i Romani ne utilizzavano i frutti e ancora prima i Greci (il nome greco è “Zizyphon”).
La terra di origine di questo arbusto è la Cina, dove ancora oggi viene coltivato.
In Italia la coltura del giuggiolo e poco estesa, infatti viene coltivato solo in 2-3 zone d’Italia come la Toscana, la Campania, e il Veneto tipicamente sui colli Euganei nel borgo di Arquà Petrarca dove viene
prodotto il famoso “Brodo di Giuggole”.
Questa limitata diffusione è dovuta al predilezione del giuggiolo a climi temperati con terreni asciutti, poveri ed aridi.
In queste zone d’Italia il giuggiolo riesce a trovare un ideale clima e un terreno adatto alla vita e al completo sviluppo.
Il giuggiolo è un arbusto a foglie decidue, che può raggiungere i 7 m di altezza riconoscibile per la tendenza a ramificarsi assumendo un aspetto quasi contorto.
Presenta delle radici che penetrano molto in profondità ed è grazie a questo che riesce a sopravvivere in zone caratterizzate da terreni secchi e con climi aridi.
I rami sono spinosi e presentano una forma “zigzagante”, molto flessibili, con la presenza fra un internodo e l’altro di una coppia di spine di cui con la crescita solo una di queste si sviluppa.
La corteccia più giovane si presenta di color grigio-chiaro, invece quella più vecchia ha crepe profonde che lasciano intravedere un fondo rossastro.
Il giuggiolo emette le foglie e i frutti in piccoli rami che rinnova ogni anno, di colore verde-chiaro, che derivano da gemme riunite a formare una corona.
Le foglie sono alterne, piccole, lucide e presentano un bordo seghettato.
Il picciolo è corto e porta alla base due stipole modificate in spine, dritte e arcuate.
I fiori piccolissimi sono ermafroditi, riuniti in glomeruli ascellari e presentano un calice diviso in 5 lobi verdi triangolari con una corolla formata da 5 petali biancastri, concavi.
La fioritura avviene in giugno-agosto.
Il frutto è una drupa ovale/sferica con pericarpo che passa da color verde iniziale a marrone con la completa maturazione con una consistenza simile a quella dei datteri.
Il mesocarpo è bianco-giallastro di consistenza farinosa, invece l’endocarpo è legnoso contenete due semi appiattiti anche se è frequente il fenomeno della partenocarpia.
La raccolta è effettuata durante i mesi di settembre-ottobre.
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